Archivi autore: Nico

Il ritorno dell'incubo.

60 anni. Questo è il tempo della convivenza tra nucleare e Giappone, un’amicizia, una simbiosi mai intaccata da nulla e che ha sicuramente contribuito a portare questa potenza economica sul podio mondiale.

Ma come tutte le cose hanno un inizio e una fine, la fine per l’avventura nucleare giapponese di avvicina, molto più che di corsa. Personalmente non posso ricordare Cernobyl,  la maggior parte delle nuove generazioni non sanno cosa vuol dire “Fusione del nocciolo” e soprattutto non sanno associarlo a “Fine di tutto”. E la cosa preoccupante è che molto probabilmente lo proveranno sulla loro pelle.

Seconda esplosione del 3° reattore.

Giappone, centrale di Fukushima. 2 reattori su 3 sono in continua esplosione (il terzo ha subito la terza esplosione in 5 giorni), il quarto si è incendiato e nel secondo c’è alto rischio di fusione del nocciolo. Nube radioattive escono continuamente dai rivestimenti ormai divelti, costringendo l’evacuazione in un arco di 20-30 Km intorno alla centrale. Ma la preoccupazione più grande, ovviamente, è la fusione parziale o totale del nocciolo, in quanto materiali radioattivi e rivestimenti nocivi potrebbero liberarsi nell’aria. E allora il raggio pericoloso di estenderebbe di altri 100 Km. In condizioni meteo sfavorevoli per la diffusione, rendetevi conto.

Ma allora la domanda sorge spontanea: ma se gli altri stati europei stanno iniziando a bloccare e smantellare le loro centrali, CHE SENSO HA INIZIARE, ADESSO, A COSTRUIRNE IN ITALIA? Mentre tutti imparano dai propri errori e da quelli degli altri, noi gli andiamo incontro, a braccia aperte.

Follia.


La resa dei conti

Uno si chiede perché, per far si che delle notizie di vitale importanza vengano messe in risalto, bisogna farle pubblicare, esaltare e allo stesso tempo condannare il megafono da cui provengono? Wikileaks colpisce ancora, aggiustando la mira sulla risorsa più sopravvalutata del pianeta: il petrolio. E non si parla di “scoop dell’ultim’ora” o di “notizie flash”, perché già nel 2007  erano stati svelati: gli serviva solo una pista di lancio.

Come già accennato, nel 2007 Mr. Sadad Al-Husseini, ex responsabile della produzione petrolifera presso la saudita Aramco, ritirandosi in pensione dal suo ruolo, decise di svelare al mondo la reale e non manifestata quantità di petrolio delle compagnie Saudite e OPEC,  e scriveva:

Le riserve provate sono gonfiate con 300 miliardi di barili di risorse puramente speculative, principalmente nei Paesi OPEC. (Il petrolio) ci sta dicendo qualcosa. Dovremmo ascoltare quello che ci dicono i numeri, non quello che dicono i politici… Non si tratta solo di economia, puoi aumentare i prezzi ma non necessariamente alzare la produzione. Le riserve sono confuse e di fatto gonfiate. Molte delle cosidddette riserve sono solo risorse. Non sono state delineate, non sono accessibili, non sono insomma disponibili per la produzione.

Questo vorrebbe dire che un buon 40% delle risorse di oro nero non esisterebbe, e che siamo comunque quasi al capolinea di una lunga e ormai vecchia maratona. Che fare? Passare subito ad energie alternative, nuove magari, per non ripiombare in un inferno di carbone; e in fretta. La fine di una materia prima non era mai accaduta, e potrebbe far crollare l’intera economia mondiale, in quanto nessuno stato è autosufficiente, o almeno in grado, di reggere al cedimento della colonna portante della combustione.

Fine del petrolio? Mondo nel caos. Ma se a questo mondo per rinnovarsi bisogna prima autodistruggersi, ben venga.

 


Lo tsunami si abbatte sulla costa del Giappone

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Ancora convinti che il cambiamento climatico sia tutta un’invenzione dei comunisti?


Nucleare si, nucleare no.

Di questi tempi si sono scontrate le varie fazioni pro e contro il rientro in campo dell’energia nucleare in Italia, abolita dal referendum dal 1987 dopo gli incidenti avvenuti in quegli stessi anni, come per esempio ?ernobyl’.

Il nuovo Governo ha riesumato la questione, mandando via etere uno spot alquanto fuorviante e di parte, anche se teso ipoteticamente “all’imparzialità” e a far sviluppare un’idea alla massa.

Ma quali sono i veri vantaggi del nucleare, nell’era delle rinnovabili?

Vediamo di fare un confronto con l’energia rinnovabile per eccellenza, il solare:

  • Una centrale nucleare non emette CO2
    Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, le cosiddette “polveri sottili”, principali cause del buco nell’ozono e dell’effetto serra; una centrale fotovoltaica non produce nessun tipo di fumo o vapore.
  • Vantaggio nella bilancia dei pagamenti
    La produzione di energia dal nucleare riduce l’importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull’economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l’estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale; la produzione di energia derivante dal sole consentirebbe di ridurre a zero la dipendenza dal petrolio e da qualunque carburante. L’indipendenza energetica permetterebbe non solo di stabilizzare e fortificare la propria economia, ma anche di trovare un nuovo modo di fare profitto, passando da acquirenti a venditori di energia nel continente.
  • Maggiore stabilità politica
    Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall’import del petrolio. L’uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale; poche parole: il Sole ce l’hanno tutti.

Sicuri che convenga il nucleare? Ed abbiamo evidenziato solo gli aspetti positivi, non contando le scorie che decadono in parecchie centinaia di migliaia di anni, il rischio di incidente e terrorismo, il problema del luogo di costruzione della centrale e dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

E tu, da che parte stai?

 

 


Charlie Brooker fa a pezzi Berlusconi

Non potevo non pubblicarlo. Che genio!


Ghigliottina sul futuro: Parte Seconda

Dopo il decreto per gambizzare lo sviluppo delle infrastrutture per la rete, ecco un altra ascia che si abbatte sullo sviluppo del nostro paese.

L’ultima trovata di questo “governo” è veramente, veramente acuta: un tetto per gli incentivi al solare, simili a quelli attuati per l’eolico. Un incentivo che secondo le loro stime dovrebbe bastare fino al 2020, ma che nella realtà riuscirà a bastare per nemmeno un anno.

Eppure non riesco che chiedermi; perché? Perché tagliare le gambe allo sviluppo e alla diffusione dell’energia alternativa che si è sviluppata e che ha guadagnato e, soprattutto ,ha fatto guadagnare di più in Italia e in Europa?Perché lasciare senza lavoro 120.000 persone (si, centoventi mila) solo perché i nostri “capi” hanno i paraocchi puntati solo sui loro interessi?

Negligenza, inutile tradizionalismo, lobby petrolifere? Chi più ne ha più ne metta.


Ghigliottina sul futuro: Parte Seconda

Giunti alla fine?

Giunti alla fine?

Dopo il decreto per gambizzare lo sviluppo delle infrastrutture per la rete, ecco un altra ascia che si abbatte sullo sviluppo del nostro paese.

L’ultima trovata di questo “governo” è veramente, veramente acuta: un tetto per gli incentivi al solare, simili a quelli attuati per l’eolico. Un incentivo che secondo le loro stime dovrebbe bastare fino al 2020, ma che nella realtà riuscirà a bastare per nemmeno un anno.

Eppure non riesco che chiedermi; perché? Perché tagliare le gambe allo sviluppo e alla diffusione dell’energia alternativa che si è sviluppata e che ha guadagnato e, soprattutto ,ha fatto guadagnare di più in Italia e in Europa?Perché lasciare senza lavoro 120.000 persone (si, centoventi mila) solo perché i nostri “capi” hanno i paraocchi puntati solo sui loro interessi?

Negligenza, inutile tradizionalismo, lobby petrolifere? Chi più ne ha più ne metta.


Indagine "Città Ecologica", si salva solo Bolzano

L’Italia non si smentisce mai. Un sopralluogo nelle maggiori città italiane da parte di Legambiente porta alla luce come tra 100 edifici solo 11 sono a norma, e  ”chissà come mai” questi 11 sono tutti nella solita, ormai atipica Bolzano.

Ed ecco quindi che le termofoto rivelatrici di Legambiente evidenziano un fatto grave: il 90% delle case in Italia sono costruite male, causando dipersioni di calore e di energia non indifferenti, che hanno come doppio effetto il costo in più all’anno dai 200 ai 500 euro. Questi sprechi si possono e si devono evitare, in quanto secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali

E si permettono ancora di parlare di “evitare gli sprechi”, o di “stringere la cinghia”, quando con un costo del 5-10% in più sul costo di costruzione potrebbero risparmiare utenti e Comuni, in quanto il dossier non parla solo di edifici ad uso residenziale ma anche di uffici e ministeri.

Citando #Repubblica:” Il quadro emerso da questo monitoraggio denota quanto poco siano cambiate, negli ultimi trent’anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici. “

La recente direttiva Ue 31/2010 stabilisce addirittura che dal 2021 tutti i nuovi edifici dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di una termoregolazione artificiale (per esempio dei condizionatori), oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili.

Umorismo europeo? Forse per noi si, probabilmente è l’ultima cosa che ci è rimasta, capire le battute.


Indagine “Città Ecologica”, si salva solo Bolzano

L’Italia non si smentisce mai. Un sopralluogo nelle maggiori città italiane da parte di Legambiente porta alla luce come tra 100 edifici solo 11 sono a norma, e  ”chissà come mai” questi 11 sono tutti nella solita, ormai atipica Bolzano.

Ed ecco quindi che le termofoto rivelatrici di Legambiente evidenziano un fatto grave: il 90% delle case in Italia sono costruite male, causando dipersioni di calore e di energia non indifferenti, che hanno come doppio effetto il costo in più all’anno dai 200 ai 500 euro. Questi sprechi si possono e si devono evitare, in quanto secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali

E si permettono ancora di parlare di “evitare gli sprechi”, o di “stringere la cinghia”, quando con un costo del 5-10% in più sul costo di costruzione potrebbero risparmiare utenti e Comuni, in quanto il dossier non parla solo di edifici ad uso residenziale ma anche di uffici e ministeri.

Citando #Repubblica:” Il quadro emerso da questo monitoraggio denota quanto poco siano cambiate, negli ultimi trent’anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici. “

La recente direttiva Ue 31/2010 stabilisce addirittura che dal 2021 tutti i nuovi edifici dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di una termoregolazione artificiale (per esempio dei condizionatori), oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili.

Umorismo europeo? Forse per noi si, probabilmente è l’ultima cosa che ci è rimasta, capire le battute.


Primo post ufficiale

Primo!Quale immagine migliore per descrivere il primo post ufficiale di questo neo-blog? Ancora non è formato, lo staff è in continua crescita e non ci sarà stabilità per ora.

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