L’Italia non si smentisce mai. Un sopralluogo nelle maggiori città italiane da parte di Legambiente porta alla luce come tra 100 edifici solo 11 sono a norma, e ”chissà come mai” questi 11 sono tutti nella solita, ormai atipica Bolzano.
Ed ecco quindi che le termofoto rivelatrici di Legambiente evidenziano un fatto grave: il 90% delle case in Italia sono costruite male, causando dipersioni di calore e di energia non indifferenti, che hanno come doppio effetto il costo in più all’anno dai 200 ai 500 euro. Questi sprechi si possono e si devono evitare, in quanto secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali
E si permettono ancora di parlare di “evitare gli sprechi”, o di “stringere la cinghia”, quando con un costo del 5-10% in più sul costo di costruzione potrebbero risparmiare utenti e Comuni, in quanto il dossier non parla solo di edifici ad uso residenziale ma anche di uffici e ministeri.
Citando #Repubblica:” Il quadro emerso da questo monitoraggio denota quanto poco siano cambiate, negli ultimi trent’anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici. “
La recente direttiva Ue 31/2010 stabilisce addirittura che dal 2021 tutti i nuovi edifici dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di una termoregolazione artificiale (per esempio dei condizionatori), oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili.
Umorismo europeo? Forse per noi si, probabilmente è l’ultima cosa che ci è rimasta, capire le battute.
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